Tasse sui profitti del forex

Alcuni trader alle prime armi non hanno ancora chiara la questione “tasse” nel mercato Forex. Molti infatti credono che le tasse sui profitti ricavati dal trading Forex non debbano essere pagate, mentre altri invece sostengono che bisogna pagare imposte solo se il guadagno è cospicuo. La verità è questa: le tasse sui guadagni provenienti dal mercato Forex devono essere pagate sempre, a prescindere dal volume del guadagno e dal Paese in cui si investe.

La confusione nasce da un decreto che è poi stato modificato nel 2010: secondo questo decreto infatti a pagare le tasse dovevano essere soltanto i trader che guadagnavano più di 51 mila euro, con delle valute comprate e non rivendute per più di 7 giorni lavorativi. Per evitare che scattasse la tassazione allora, molti trader chiudevano molto presto, spesso nel giro di pochi minuti, le loro operazioni di compravendita delle valute. Per ovviare al problema dunque l’Agenzia delle entrate ha modificato tale decreto e ha stabilito che nel mercato Forex si negoziano contratti finanziari differenziali (CFD) soggetti a tassazione.

Come si calcola l’imposta sui profitti del Forex

Effettuare operazioni nel mercato Forex, significa quindi, eseguire contratti finanziari differenziali ai quali bisogna imporre delle tasse. L’imposta sui guadagni ricavati dal trading Forex è del 20% e, per calcolare profitti e perdite, esistono degli appositi strumenti messi a disposizione degli stessi broker Forex. Ciò che il trader deve quindi semplicemente fare è prendere l’estratto conto fornito dalla piattaforma di trading Forex ed effettuare la somma algebrica di tutti i profitti accumulati nel corso di un anno solare e di tutti le perdite. Dopodiché, il trader dovrà effettuare un’ulteriore somma, quella tra la somma dei profitti e la somma delle perdite. Ed è proprio su quel risultato finale che verrà calcolato l’imponibile del 20% che verrà scritto nell’apposita casella sulla dichiarazione dei redditi. Ovviamente se il risultato finale sarà negativo, ciò significherà che, anziché guadagnare, avrete perso del denaro investito e sarete dunque esenti dalle tasse.

Perché pagare le tasse sui guadagni Forex?

Guadagnare nel mercato Forex è molto semplice; i trader più esperti arrivano a guadagnare anche molto più di 50 mila euro all’anno, alcuni addirittura riescono a guadagnare quell’importante cifra anche in un solo mese. Anche se si opera con un broker straniero e il capitale guadagnato non viene dichiarato in Italia, è sempre importantissimo pagare le tasse su quel capitale.

Infatti, nonostante l’Agenzia delle entrate non possa materialmente controllarlo, con un capitale simile è quasi scontato che il trader effettuerà degli investimenti su immobili e proprietà, che difficilmente sfuggiranno ai rigidi controlli da parte del fisco. Ciò che quindi vi possiamo consigliare è di pagare le tasse sui profitti del trading Forex in tutti i casi, sia che abbiate un conto di trading attivo su un broker all’estero e sia che abbiate guadagnato poche migliaia di euro su un conto di trading italiano. In ogni caso, pagare le tasse sui profitti Forex è un dovere di ogni trader che vuole essere in regola con il fisco.

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